21 Gennaio 2010
Ora forse esagero.. due post in due giorni! Ma la mia mente mi ha
appena ordinato di scrivere.. ed io, scrittrice diligente, mi fiondo al
pc. UAO, oggi mi sento particolarmente sollevata. Euforica.
Entusiasta. Sarà che lo sfogo di ieri è servito veramente a qualcosa? O
sarà che in fondo ho un'amica meravigliosa e un ragazzo a dir poco
eccezionale?
Sorrido e non la smetto di ridere, il chè mi rende
leggermente preoccupata. Quella maschera di velluto nero, che avrei
preferito indossare per il resto dei miei giorni, è ora posata sul
comodino. Ferma, immobile. Mi schernisce, ma io le rido in faccia!
Soddisfatta del lavoro mentale che mi ha occupato l'intero giorno.
Progressi evidenti direi!
Volteggio riempiendo di balzi l'intera
stanza, scrivo frasi d'amore color pastello, ricompongo lentamente
pezzi del mio cuore, ascolto frasi piene di luce che non fanno altro
che rinvigorire il mio io.
La amo più di ogni altra cosa perchè
è speciale. Siamo fin troppo uguali, ma fin troppo diverse. Amiamo
ridere insieme per ore. Amiamo sparare frasi senza una vera e propria
logica, perchè a noi "ce piaciono così!". E' la mia musa ispiratrice, è
la mia fonte di magici consigli, è l'unica donna che riesce ad
ascoltarmi senza annoiarsi mai, la definisco quindi mooolto coraggiosa!
E' mia e non la divido con nessuno. Lo amo più di ogni altra cosa perchè è unico. Non è la mia metà, ma
piuttosto me stessa tutta intera! Il suo cuore è ormai fuso al mio e
insieme si muovono in un passo a due molto elegante. Muoio per un suo
sorriso e vivo per i suoi occhi, così verdi da fare invidia alle foglie
più floride. Con lui ho riscoperto la gioia nella quotidianità delle
cose. E' mio e non lo affitto neanche per tutto il denaro in
circolazione. Pier Luigi <3 Ilenia <3
20 Gennaio 2010
Mi approprio di ogni tipo di sogno, anche quello che vorrei rinnegare.
Non scrivo da mesi e mesi, eppure è come se non avessi più avuto niente
da dire. Ho trascorso un pezzo di vita monotona e piatta sentendomi
triste e allegra nello stesso istante. Scrivo, scrivo, ma poi non
scrivo niente di diverso da qualche mese fa.. che scrivo a fare allora?
Ho avuto tempi migliori quando non facevo altro che pensare all'amore,
ora anche quest ultimo sembra prendersi gioco di me secondo dopo
secondo. Non credo ci sia una parola adatta per esprimere il mio stato
d'animo: delusa? malinconica? amareggiata? inappagata? Forse inappagata
è il giusto termine. La vita da universitaria mi sta mangiando, non credevo fosse così
affamata. L'amore sembra volare via da un momento all'altro (io lo
lascio volare, sono stufa di creare trappole). Il resto è regolarmente
costante. Un giorno, tanto tempo fa, mi sarebbe piaciuto anche morire per qualche
istante: anche quello sarebbe stato sintomo di felicità. Ora, sono così
morta, che non ricordo neanche più cosa significa essere deliziate
dalla felicità. Eppoi c'è qualcosa che non va: ascolto sempre una
canzone, una stessa canzone da più di sette mesi! Rimbomba nelle mie
orecchie continuamente, mi disturba quasi. Eppure è sempre lei, che mi
tiene compagnia nei momenti peggiori, sempre lei, sempre lei, sempre
lei. Ho una paura assurda, paura dell'abitudine. E' una parola che proprio
non mi piace, la temo in tutte le sue forme. Me la sogno la notte, me
la sogno anche ad occhi aperti. Mi insegue dappertutto, mi vuole
divorare, mi vuole eliminare. Ci sta riuscendo, il mio ultimo respiro.
Eccolo.
15 Luglio 2009
Chissà quali pensieri si nascondon dietro ogni persona, quali sensazioni, quali sentimenti si celano dietro ogni sorriso. Siamo abituati a nasconderci dietro una maschera che ci renda invulnerabil, nonostante ci trasformi in esseri verosimili. Io, invece, sono abituata ad esternare ogni pensiero e sentimento, anche se questi mi delineassero come una persona fragile, sottile, vulnerabile. Ognuno di noi, o la maggior parte, cercano disperatamente di costruirsi un mondo di convenienza che riescono a gestire a proprio piacimento a seconda delle circostanze, dimenticando che l'irrazionalità è il motore della vita. Ed è proprio a questa irrazionalità che credono di sfuggire, fingendo di riuscire a sopravvivere con coerenza, razionalità e soprattutto perfezione. Ma incredibilmente è la nostra natura imperfetta che fa di noi esseri perfetti, parole queste che molto spesso vengono cancellate, anche qui per pura e semplice convenienza. Siamo tutti in grado di giudicare, di riflettere, di criticare, di valutare, ma veramente nessuno è in grado di sentire l'altra persona e di riuscirla a perdonare obiettivamente (non con il cuore) prendendo in considerazione l'imperfezione, che è la caratteristica principale di ognuno di noi. E sono le scelte, molto più delle nostre parole, a mettere in evidenza noi stessi. Scelte necessarie, scelte inutili, scelte che costruiscono il nostro futuro e per questo devono dipendere esclusivamente da noi stessi e non essere completamente influenzati da fattori esterni variabili che possono esserci in quel momento e mancare in momenti successivi. Non ho alcuna intenzione di scegliere, perchè questa scelta è improponibile, perchè questa scelta risuona a troppe orecchie, perchè questa scelta non ha i presupposti. Ascolterò consigli, voci, anche battute se necessario ma non sceglierò perchè non è possibile scegliere tra Amore e Amicizia. E chi mi proporrà di scegliere sarà il primo a non essere scelto, con tutte le conseguenze che ne derivano. Perchè la scelta tra due opzioni presuppone che queste due siano, da sole, sufficienti e che un'opzione sia impossibile se l'altra sia possibile e viceversa. Bè non ditemi che l'Amicizia basti a sè senza Amore e che l'Amore sia in grado di soddisfare bisogni soddisfatti invece dall'Amicizia. Mi circonderò di fiori profumati, mi nasconderò in un fresco lenzuolo, allontanerò il buio con una lampadina verde acido, ripeterò con la mente una melodia familiare e poi cercherò di addormentarmi: senza pensieri, senza ferite aperte. Soltanto con il suono di un'amicizia e il profumo di un amore.
04 Luglio 2009
Il mio incubo devastante è terminato: gli esami sono finiti e l'estate è inziata anche per me. Sì, insomma, sarebbe dovuta iniziare. Velata di malinconia e quasi nostalgia riscopro i miei sensi, perduti ormai da qualche settimana. Sento un vuoto incolmabile, sento un freddo sinistro, sento una progressiva paralisi della mia mente. Mi giro e sono accecata da un sole abbagliante, mi rigiro e sono colta di sorpresa da foto sorridenti di periodi spensierati: già.. nulla è per sempre. Tutto si trasforma, muta, si rimodella continuamente in un moto convulsivo. E se il mondo esterno riesce a compiere questa metamorfosi, mentre noi, non accettandola, ci immobilizziamo nella nostra realtà, avviene uno scontro esplosivo tra dinamismo e staticità.. e solo due cose possono accadere: o annulliamo noi stessi, o annulliamo il nostro mondo. Ed io mi sto annullando piano piano. Sto conformando la mia persona al tempo esterno che scorre rapidamente senza chiedermi alcuna opinione, scorre e basta in un mondo che non conosco, in un mondo che ho sempre evitato. Ed ora lascio correre gli eventi mentre con gli occhi appannati e bagnati scrivo queste parole. E tutto questo per amore.. ma allora si può chiamare amore?
24 Giugno 2009
Sì, sarò anche lunatica persa, paranoica, fin troppo vulnerabile, pessimista. Però. Ci sarà pure un motivo logico per il quale ogni notte faccio incubi devastanti. Sono passata da i sogni in cui ero tradita ad altri dove ero circondata da uccelli morti. Continuo a svegliarmi di soprassalto, soprattutto l'ultima volta, quando ho sognato di essere vestita totalmente da ragni che si rincorrevano sulla mia pelle. Per non parlare della sensazione davvero tremenda che si prova a sognare di morire soffocate sotto l'acqua, io poi, che ho vissuto 15 anni in una piscina. La scuola mi risucchia completamente, l'amore mi devasta secondo dopo secondo, l'ansia mi distrugge. E in tutto questo ascolto canzoni che mi annullano piano piano.
Lacrime calde che bagnano pagine di un diario. Sangue rosso che fluisce dal naso. Vomito intenso nella gola. Battiti accelerati. Angoscia, angoscia, angoscia che come un pendolo oscilla continuamente.
E ripenso a questo inverno quando il sole era più caldo di adesso; poi ripenso al freddo, sicuramente meno pungente di quello attuale; infine penso alle mie sensazioni, mai negative. Ed ora non riesco a dare risposte a quelle domande che vorticano nella mia mente. Ed ora mi sento spenta, morta, inutile, confusa, dispersa e infinitivamente debole. Sì, debole.
E domani starò con una penna in mano, in un corridoio di liceo, a buttare su quel foglio tutti i miei pensieri.
13 Giugno 2009
Mi ritrovo esausta a scrivere freneticamente. Ho in testa quadri, autori, formule, nozioni filosofiche. Ho in testa una confusione asfissiante. Questa scuola mi sta uccidendo piano piano, considerando, poi, che la mia voglia di studiare si è esaurita da tempo. Il caldo che mi tortura, le fantasie che cercano di sovrastare le parole di Pascoli, o le leggi di Ohm. Io, che ho sempre studiato per una sorta di orgoglio personale, mi ritrovo a non avere più neanche quello. Io, che studiavo per una certa soddisfazione, mi ritrovo completamente privata da questa. Non ho voglia più di fare niente, più il tempo scorre e più mi sento in una trappola mortale senza fine. Manca solo un mese di "merda", e poi mi sveglierò anche io con il caldo di mezzogiorno, mi addormenterò anche io con le prime luci dell'alba. Scambierò la notte con il giorno, farò della mia estate un divertimento puro, trasformerò la mia pelle in filante cioccolato fondente, mischierò il mio sapore a quello del mio amore fondendoli in un unico sapore dal retrogusto salato, guarderò le stelline della mia stanza con intorno il gelo del condizionatore e sorriderò ripensando a questi attimi, così deliziosamente angoscianti.
11 Giugno 2009
Attendo con impazienza la MIA Notte Prima degli Esami. Mi giro e rigiro nel letto. Domani sarà l'ultimo mio giorno al liceo, l'ultimo mio
giorno con quelli che sono stati i miei compagni per 5 anni. Cavolo, il
tempo sembra essere scivolato così rapidamente che non riesco neanche a
scovare le sue tracce. Da domani la mia vita cambierà notevolmente,
comincierò un nuovo ciclo, con diverse aspettative e diversi successi.
Eh già.. il liceo, il perido della vita che ti ricorderai per sempre,
sta terminando. Sento un brivido profondo tra il cuore e i polmoni.
Sembra ieri quando mi sono affacciata per osservare quella che sarebbe
stata la mia prima classe. Sembra ieri quando ho litigato per la prima
volta con quella che sarebbe stata la mia migliore amica. Sembra ieri
quando al camposcuola del terzo ho insultato quello che sarebbe stato
la persona della mia vita, il mio amore più grande. Sembra ieri quando
ho ricevuto i primi 4, i primi 9, e tutto sembrava disarmonico e
squilibrato. Sto per emozionarmi, manca poco.. Ecco. Piango, chissà se di felicità o di nostalgia. Forse ho semplicemente paura di intraprendere un percorso diverso,
indubbiamente diverso. E mi travolgono immagini delle gite, dei
campiscuola, delle assemblee, delle cene, dei sabato sera. immagini
sorridenti, immagini bagnate dalle lacrime, ma comunque immagini serene
e spensierate. Mi ricorderò attimo per attimo, apprezzerò ogni secondo
della vita scolastica al liceo (anche le ore più pesanti e noiose),
sorriderò di fronte a ricordi di facciotti, di banchi, di professori,
di bidelli. E poi la ricreazione, la puzza di sigaretta e glu urli
frenetici. Grazie di avermi fatto vivere 5 anni fantastici, intensi, favolosi.
07 Giugno 2009
Ho dato un taglio netto ai miei capelli. Ho disegnato cuori su tovaglioli di carta. Ho sognato scene tristi e angoscianti. Ho dubitato dell'amore. Ho scritto il mio nome per ricordarmelo. Ho ascoltato discorsi ipocriti. Ho tenuto in mano un palloncino.
Sono di nuovo alla ricerca di me stessa, perchè quella convinzione che avevo dentro fino a qualche mesetto fa è evaporata.
Non credo più nella mia positività, comincio a dubitare delle mie potenzialità, sto bruciando le mie credenze più profonde.
Avevo una minima speranza ed è sparita anche quella.
Sarà lo stress che mi fa parlare. Saranno questi maledettissimi esami o i soliti pianti serali. Sarà che la pioggia, anche d'estate, riesce a prendere il sopravvento sul sole e ciò provoca in me una sfiducia in tutto. Saranno i miei modi pragmatici che infastidiscono molte persone. Sarà che credo ad ogni parola che mi viene detta.
Ho voglia di ricominciare tutto, ma mi manca il coraggio.
Credo di poter riuscire a sorridere come prima, se solo mi desse una mano.
Ho degli obiettivi e devo raggiungerli, perchè io sono determinata, lo sono sempre stata.
Imparerò ad accontentarmi degli sforzi e non dei successi, dopotutto perchè arrabbiarsi continuamente di situazioni che non muteranno mai?
Desidero rivoluzionare i miei sogni perchè ultimamente appaiono vuoti e silenziosi.
Non distruggerò mai e poi mai il mio cuore perchè non ne vale la pena.
Canterò ogni canzone, anche la più odiosa. Solo per riuscire a nascondere gli urli dei miei polmoni.
Smetterò di vomitare dolore ogni giorno, no, neanche questo vale la pena.
Sono 8 mesi che sono stra innamorata di un cuoricino patatoso.
Continuerò a scrivere, perchè la mia è arte.
08 Aprile 2009

Cavolo. Ed oggi sono 6 mesi, ne è passato di tempo. Mi soffermo un attimo sul 7 Aprile, oggi appunto. Era un giorno da ricordare, da festeggiare perchè no. E' un giorno come un altro, anzi è il giorno dei 6 mesi se la vogliamo dire tutta. Ora scorro con il rewind, molto lentamente, indietro nel tempo. 7 Aprile 2008, 7 Aprile 2007.. MioDio il tempo pare essere impegnato in una corsa frenetica mentre io tento di fermarlo, inutilmente (ovvio..). Ma cosa combinavo il 7 Aprile di qualche anno fa? L'anno scorso ero concentrata silenziosamente sulla mia valigia, la partenza per praga era prossima ed io non avevo ancora deciso cosa portare e cosa no. Strano ma vero sono riuscita a finire la valigia solo in un paio d'ore. Sarà che avevo una strana voglia di lasciarmi tutto alle spalle, sarà perchè avevo bisgono di cambiare aria. Già, mi ero letteralmente stufata del mondo e non lo volevo dire. Poi ogni tanto pensavo al camposcuola dell'anno prima e avvertivo una sensazione di malinconia (o nostalgia?) nello stomaco. "Non sarà come l'anno scorso!" mi ripetevo, ma non volevo crederci, volevo tornare a quel fatidico 26 marzo 2007, in silenzio, senza avvisare nessuno. Già. Se solo fosse stato possibile, sarei partita immediatamente. Mi bastava rivivere solo alcuni momenti incancellabili (ma mi sarebbe bastato sul serio?). Fantasticavo e riempivo la valigia e più la riempivo e più la nostalgia aumentava. "Passerà.." mi sono detta, ma non è passata. Due anni fa stavo passeggiando con una delle mie migliori amiche (anzi, una delle mie ex migliori amiche). Chissà perchè avevo deciso di farle uno squillo, chissà perchè avevo così bisogno di lei dopo tante "bastardate", chissà perchè dentro sentivo comunque una felicità angosciante. E poi volevo assolutamente essere in pari con il mondo, con la mia vita, con lei (probabilmente). Un messaggio ha interrotto la mia giornata. Stupida come non mai mi sforzavo di essere contenta di quel messaggio. Ma pensavo a lui, che avevo conosciuto solo da 12 giorni. Eppure inconsapevolmente aveva cambiato la mia vita. Forse lo voleva o forse no, ma mi aveva segnato dentro. E il tizio del messaggio? E' brutto da dirsi ma in realtà non mi è servito mai a niente. Sì, ho abusato di lui. Ho tentato di usarlo come vetro oscurante di una situazione inaccettabile e soprattutto ingiusta (secondo i miei canoni di giustizia.. !!!). Non è servito a nulla. Stavo peggio di prima. Oggi. Mattinata sotto le coperte a sonnecchiare abbracciati. "Sarà che mi hai cambiato la vita.." E ripenso a quei giorni e osservo il presente. Il tempo muta le cose ma non l'amore. Quello è rimasto, e pure tanto. Finalmente non devo più negare niente a me stessa. Finalmente non devo nascondere al mondo ciò che ho dentro, ma posso strapparlo fuori senza vergogna. Finalmente sto in pari con tutti e soprattutto con lui. E se prima sognare era molto meno pericoloso di amare, ora è amare ad esserlo. Mi basta guardarlo negli occhi, mi basta dargli un bacio in guancia, mi basta annusarlo per qualche secondo per amarlo. E sarà tutta la vita così. Non importa chi abbia deciso che dovesse essere così, ma è stato deciso. Ed io voglio crederci al destino. Guardando un puntino fisso nel vuoto, scrivo senza guardare il monitor. Trascinata da canzoni di qualche anno fa mi perdo tra i ricordi e poi amo, continuo ad amarlo. Perchè l'amore è infinito ma tu più dell'amore.
30 Marzo 2009
Mi siedo sul letto accanto a te e ti osservo. A pancia in sotto, un braccio sotto il cuscino, l'altro disteso lungo il fianco sinistro, testa rivolta verso destra. Respiri piano, molto lentamente, forse per non rompere l'armonia che ti circonda. Il mio cuore segue il ritmo del tuo respiro, tum_____tum, poi sempre più rapido fa rumore. Sono orgogliosa, e questo serve a far capire le emozioni che si susseguono secondo dopo secondo. Sai qual'è la questione? E' che non credevo di sapere amare in questo modo. E' che non immaginavo di riuscire ad ingoiare il dolore più amaro. E' che non pensavo assolutamente di vincere anche i ricordi più fastidiosi. Ed invece eccomi qui: felicemente vivo, felicemente amo, felicimente dormo. E poi riesco anche a sorridere tutti i giorni senza nessun effetto collaterale! Non vi pare un pò strano? Io, che piangevo quasi ogni giorno, che ero nauseata dal dolore, che mi sentivo completamente su un altro pianeta, che riflettevo e immaginavo anche la mattina tra la camera e il bagno. Purtroppo quando si è felici si ha comunque paura che tutto questo un giorno possa svanire, magari quella felicità che ti ha accompagnato a scuola tutte le mattine decide di fuggire, magari incontri per strada quella solitudine che hai voluto abbandonare qualche tempo fa. E tutto diventa nero. Basta, fermiamoci qui. Allora. Sono felice? Siamo felici? Siete felici? Bene. Piantatela di pensare ad un poi negativo e sconfortante, smettetela di guardare ad un futuro da evitare. Vievete al meglio e fate come me. Amate senza accontentarvi mai, perchè la persona che dovete cercare non è quella migliore tra tutti, ma è quella perfetta per voi.
04 Marzo 2009
Click dopo click riguardo alcune foto. Sono foto vecchie, di un passato ancora vivo, di un passato ancora mio. Sono foto scattate di sfuggita. Foto di situazioni, foto di paesaggi, foto di casualità, foto di necessità. Ed in queste foto ci sei anche tu. Spunti in un angolino tra una tavolata di pizza. Ti affacci seduto su un divano, intento ad osservare il monitor. Ti giri evitando un flash sotto le decorazioni natalizie. Ignaro di tutto percorri un campo verde con indosso una calottina giallo foscorescente. Mi guardi con degli occhi particolari mentre io sono sdraiata, in posa, che sorrido. Sorridi accanto a quello che era il tuo migliore amico, illuminato solo dalla luce di un lampione. Di spalle sei impegnato a giocare alla play (o x-box?..), inconsapevole di quella foto. Seduto con i calzoncini corti sul letto, mi osservi accennando un sorriso mentre mi sto dando alla pazzia. Accanto ad una fontana parli al telefono osservando un punto lontano. Posi tra i miei amici con una faccia buffa e strana.
Foto in cui non dovevi esserci, perchè destinate ad altri soggetti. Eppure solo tu riuscivi (e riesci) a catturare la mia attenzione tra tutti. Foto non scattate da me. Eppure sembrano tutte essere state fatte per me, solo per me. Foto in cui non potevi esserci, perchè la gente rosica. Eppure eri tu che in modo o nell'altro volevi farne parte.
Mi hanno parlato per tanto tempo, mi hanno sussurrato centinaia di emozioni, ma solo ora capisco il motivo. Il fatto è che cercavano di indicarmi che saresti stata tu la mia persona. Non le ho mai ascoltate. Forse per paura, forse per poco coraggio. Ma ora l'importante è che nelle foto attuali ci sei tu, ci sono io, abbracciati, vicini, mentre ci amiamo come non abbiamo mai fatto.
01 Marzo 2009
Amore mio, questo è per te.
Tra una settimana sono 5 mesi che stiamo insieme, 5 mesi d'amore. Ripenso a due anni fa. Poi guardo le nostre foto e penso: "Non ci posso ancora credere!". Oggi ascoltando attentamente una tua frase, mi sono emozionata in un istante. Hai detto: "Eravamo arrivati in un punto in cui stavamo scoppiando, non ce la facevamo più". Già. Quanto ho dovuto sopportare per averti, quante giornate di pioggia rimaste tali, quante foto in cui non POTEVI esserci. Ora invece sei ogni pezzettino del mio cuore. Ora invece colmi la mia mente e la rendi leggera. Non posso non ringraziarti, non posso non dirti che è merito tuo se ogni mattina un raggio di sole entra nella mia stanza. Quanto cavolo sono banali queste parole per esprimere l'energia che ho dentro?
Sto crescendo, stiamo tutti crescendo. Faccio fatica a credere che tra pochi mesi la mia vita da liceale finirà. Faccio fatica a credere che tra un pò avrò la patente. Faccio fatica a credere che allo specchio sono diversa ogni giorno. Faccio fatica a credere che ho scelto la persona della mia vita. Eh già. Questa cavolo di vita sta diventando uno spasso: ostacoli superati alla grande, giornate "no" vissute comunque al massimo, litigate concluse nei migliori dei modi, menefreghismo tattico per le persone che ho deciso di depennare. E così marzo è appena entrato, lasciando piano piano alle spalle un inverno (il primo) completamente positivo.
E' stata la prima volta che non sentivo freddo la mattina. La prima volta che la pioggia non mi ha scombussolato la giornata. La prima volta che le luci della scuola non mi hanno messo angoscia. La prima volta che finito lo studio non sono caduta in una perenne depressione. La prima volta che non mi sono mai imposta di cercare un senso alla mia vita. La prima volta che non ho ogni giorno avuto voglia di fuggire. Insomma, mi sono stra goduta questo cavolo di inverno!
E ricordati, è tutto merito tuo.
04 Febbraio 2009
Perchè anche il passato può fare male quando hai un presente che non vorresti lasciarti sfuggire mai. Soprattutto quando il passato si
traduce con la fatica fatta per conquistare questo presente. E fu così che quel 27 marzo del 2007 ci conoscemmo: gita con la scuola alle 5 Terre. Indimenticabile. Troppi pensieri offuscano quel dolore che persisteva, per fortuna. Insopportabile. Troppi ricordi fanno muovere quell'emozione ingenua, per fortuna. Me la stavo dimenticando. Troppe fantasie articolano la nostra storia, per fortuna. E' speciale. Ma c'è stato qualcosa prima dell'inizio? Già. Una lacrima perpetua.
Veniva, mi abbandonava. Ritornava, mi lasciava. Ed io sempre lì ad
aspettarla. Impassibile, vuota, congelata, immobile al mio posto, occhi
al vuoto, sguardo appannato e poi eccola là. Salve. Forse non era semplicemente quello il destino che ti aspettava, forse
l'ho sempre saputo che non poteva andare tutto così, forse non avevo le
forze per fare niente (e neanche l'occasione aggiungerei). Quel tuo
dovere che ti portavi avanti, quel peso che sorreggevi in silenzio,
quella spina che preferivi lasciare nel tuo fianco. Soggiogato dalla
convinzione di un amore impossibile e dalle pretese di un amore più
comodo forse. Già. Quell'amore così comodo che ha riempito i tuoi
giorni e ha svuotato i miei. Parole, parole, parole al vento. Fatti,
fatti, niente fatti. Solo un rimorso che infuoca la tua gola e gela il
tuo cuore. E poi. Tante lacrime, ancora. Ti stringo con una potenza stupefaciente. Ripenso al tuo rapporto
deleterio. Poi respiro improvvisamente dopo qualche minuto di apena.
Sento il cuore che pulsa in modo irresistibile, sento il cuore che è
livido d'amore, sento il cuore che sanguina passione. Sento che il presente si costruisce sul passato, quel passato. Sento
che il futuro si costruisce sul presente, il nostro presente.
29 Gennaio 2009
L'amore c'è, sempre. Le delusioni anche. Mascherate forse da questa incessante felicità, mascherate dal buon senso che mi contraddistingue, mascherate da un carattere nuovo (rimodellato dall'amore?Chissà.). Purtroppo questo mio dare 1000 e ricevere 100 mi ha sempre tormentato in amicizia. Ho imparato a fregarmene un pò. Ma vi capita mai di rimanere delusi dalle uniche persone che sembravano immuni al menefreghismo? Ecco. Chissà perchè io riesca a mimetizzare in modo efficace questo strappo interno. Forse è perchè risento degli influssi benefici di una persona che di perfezione ne sa qualcosa. Mi sento protetta, uno scudo invisibile e resistente mi avvolge. E poi mi sento coraggiosa, sicura di me. Sono proprio cambiata, porca miseria!
Una canzone delicata, il ricordo di un viaggio, il ricordo di un desiderio inappagato. Inconsapevole che sarei cambiata prima o poi, incosciente del progetto a cui mi stavo affidando. Ero sicura che sarebbe stata un'altra la mia strada, ne ero certa. Poi quel viaggio mi ha cambiato, quella canzone mi ha dato speranza, quel desiderio mi ha nutrito a lungo. Cantavo e speravo. Imprevedibile. Inaspettato. Impossibile. Ed invece. Forse la vita è tutto fuorchè prevedibile.
Ho sempre immaginato scene dall'aria stupida, scene da film. Mai realizzate tra l'altro. Ho sempre evitato di costruire castelli su quella storia. Ed ora lì non c'è un castello, c'è un intero mondo. Ohssì. La vita li fa ogni tanto 'sti scherzetti. Ma è tutto merito suo se io sono così adesso, è tutto merito suo se sono felice adesso. Premetto che la vita è mia. Premetto che è tutto merito mio quindi.
Sono stata brava a crescere, a scegliere, a decidere, ad amare. Non ho fallito fino ad ora. Mi sento orgogliosa. Già.
25 Gennaio 2009
Respirava a fatica, si trovava quasi in uno stato d'apnea, soffriva, aveva bisogno d'aria. Poi un giorno ha ripreso a respirare di colpo, in un istante. Sì, il mio
cuore. Non faccio altro che riflettere su questo amore incessante che
mi ha cambiato la vita, me l'ha totalmente cambiata.. è inutile
negarlo. Probabilmente ogni giorno mi offre un centimetro di esperienze
in più, giusto per maturare in fretta. Mi sto affacciando al futuro, mi
sto preoccupando di come sarà il mio.. spero pieno di noi, ma
soprattutto stra pieno di me. Chissà perchè, da qualche tempo a questa parte, mi ritrovo ogni santa
mattina a sognare ad occhi aperti. Seduta a gambe incrociate sul letto.
Occhi ancora chiusi. Mente annebbiata. Cuore aperto. Progetti,
pensieri, fantasie che volano. Sorrisi, occhi lucidi e sguardo perso
nel vuoto. Amore, amore e ancora amore. Ehi, Felicità! Ma non sei
ancora stufa di possedermi secondo dopo secondo? Ehi, Euforia! Ma non
sei ancora stufa di mischiarti rumorosa nelle mie giornate? Ehi,
Emozioni! Ma non siete ancora stufe di vedermi lacrimare insieme alla
luna? Forse è solo fortuna, forse è anche un pò merito. Forse è solamente la
vita che è così. Un giorno ti ritrovi a voler strappare il cuscino a
mozzichi per la rabbia, quello dopo a sbattere prepotentemente i piedi
a terra per la felicità, quello dopo ancora a vomitare dolore sul
parquet nuovo ed infine a scrivere la parola "amore" su tutte le pagine
di un diario virtuale. Già. All'inizio ti domandi dove sia finita
quella gioia che vedi negli occhi di tutti, poi finisci col vederla
seduta tutte le mattine affanco a te, sul letto, che ti lancia un
sorriso pieno di lei. Sento che ho voglia di non volermi svegliare mai più, sento che sono
protetta da tutto ciò che mi circonda, sento che vivo solo per l'amore,
sento che il mio cuore non può fare a meno di camminare con la quinta,
sento che cantare le nostre canzoni mi fa stare meglio del meglio,
sento che le lacrime scendono da sole in questo momento. E mi ricommuovo. Cazzo. Quanto lo amo. Il limite per x che tende a Pier Luigi della mia vita in funzione di x tende a più infinito. Lim vita(x) = + ∞ x-->P Si, sono matta. Lo sono. Ma è tutta colpa sua. La matematica servirà pure a qualcosa no?
01 Gennaio 2009
Pianto liberatorio. Pianto d'emozioni. Pianto di gioia. Una notte intensa, piena zeppa di battiti furiosi.
E' passato un anno da quel Capodanno. Un Capodanno favoloso, pieno di tentazioni, canzoni, sorrisi strappati, sguardi proibiti e tanto tanto
alchool. Un Capodanno pieno di calore e affetto, dove le immagini
ancora non si sono sbiadite: immagini vive, colorate, concrete, mie. Un
Capodanno dove la nostra fantasia fuggiva lontano, chissà, forse
cercava di costruire quello che ci appartiene ora: l'amore
totalizzante, l'amore vero, l'amore sano. Era un anno fa. Quante cose
sono cambiate? Milioni. Abbiamo mantenuto la calma, abbiamo aspettato
con una certa pazienza, abbiamo sperato, abbiamo riflettuto. Quante volte sentendo "quelle" canzoni ho pensato a dove saresti potuto trovarti? Quante volte rileggendo "quelle" conversazioni mi sono chiesta a chi pensavi? Quante volte ho sorriso tra me e me ripensando a "quei" tuoi atteggiamenti? Ormai non lo neghi più. Non lo nego neanche io. Ti appartenevo, mi appartenevi già. Un anno fa è iniziato tutto. Diciamocelo. ^^ Ero speciale per te? Io tenevo immensamente a te. Riuscivo ad incantarti con uno sguardo? Tu mi facevi morire. Non riuscivi a difenderti da me? Io ti temevo. Mi pensavi? Io ti sognavo. Un gioco pericoloso il nostro. Rischiavamo di innamorarci perdutamente. Abbiamo perso entrambi. Ci siamo innamorati. Un gioco saziante il nostro. Facevo il pieno di felicità della giornata soltanto osservando il verde dei tuoi occhi. Un gioco inevitabile il nostro. Abbiamo cercato di smettere. Io avevo il vizio però. Anche tu. Un gioco proibito il nostro. Non potevamo, eppure abbiamo osato. Entrambi consapevoli. Con la malizia che costituiva il nostro sfondo. Ed è stato il destino a darci l'aiuto più grande. L'avrei baciato il destino io, l'avrei ringraziato, l'avrei lodato. Così. Dopo un anno di dura lotta. Dopo un anno di ostacoli importanti,
fastidiosi e difficili. Dopo un anno di giochi maledetti e attraenti.
Dopo un anno di canzoni che parlavano di noi. Ce l'abbiamo fatta, eh
si! Ora sei mio. Solo, unicamente mio. Ed il Capodanno 2009 è stato
bello. Bello. Bello. Bello. A 10 secondi dallo scadere della mezzanotte un abbraccio intenso, ti ho
sentito vicino, mi hai scaldato il cuore, me l'hai bruciato in un
istante. 10 lunghi secondi di un anno importante iniziato con te e
finito con te. Poi 7 secondi di sguardi vivi, ho sentito lo stomaco
prendere fuoco. Gli ultimi 3 secondi di lacrime di commozione
trattenute. Boom. 2009. Un bacio. L'amore, il nostro. Sotto le coperte abbracciati. La prima notte insieme. Abbiamo cantato
quelle canzoni che tenevano compagnia ai tuoi pensieri. Abbiamo
riportato in vita quelle conversazioni un pò impolverate ma sempre
lucide. Abbiamo riso a lungo su quei tuoi atteggiamenti da ragazzo
spavaldo che aveva tanta paura di essersi innamorato di me (..parole
tue..). E poi ci siamo amati, come facciamo sempre. Perchè il mio amore
non ha nè fine nè inizio. Non ho mai inizato ad amarti, forse ti ho
sempre amato (attenzione: amore inteso come affetto!), forse non
smetterò mai mai mai. Ricordati le promesse fatte, le lacrime che ho
bevuto, i sorrisi tremanti, le parole delle canzoni, i respiri di una
notte. Ricordati che ti amo. Ricordati che è per sempre.
Ed ora piango, perchè non sono in grado di sopportare emozioni così forti.
18 Dicembre 2008
Siamo al 18 dicembre, tra pochi giorni è Natale e tra altrettanti giorni possiamo dire addio a questo 2008. Me lo ero promesso: doveva essere un anno indimenticabile, un anno che doveva segnare un cambiamento radicale, un anno frizzante ed energico. E così è stato. Ma ora non ho voglia di fare un bilancio del 2008, lo riprenderò non appena mi sarò resa conto che praticamente il 2009 ci sta avvisando del suo arrivo da un pezzo. Dopo due giorni di duro shopping con la mia migliore amica, ho capito cos'è che veramente mancava al mio Natale: quale ingrediente era davvero necessario a completare la felicità dell'atmosfera natalizia. Era lui. Era lei. Era il mio amore, che, per motivi che non sto qui a spiegare, rimaneva rinchiuso, solitario e autoidistruttivo, all'interno del mio corpo. Quest anno ho imparato che l'amore è nato per essere donato [a chi lo merita] ed è inutile impedire la sua effervescente esplosione, anche se questa fa male o, nel migliore dei casi, fa maledettamente bene. Bè, a me la sua esplosione ha recato bruciature piacevoli e indelebili, scottature rossastre a forma di cuore e soprattutto una serie di ricordi progressivamente belli. Sì, semplicemente belli. Camminate rapide tra un negozio ed un altro, sbirciate furtive ai manichini nelle vetrine, qualche battuta provocatrice di un singhiozzo interminabile [mannaggiaaleisisoloalei!!] e tanti soldi spesi per regali pensati con il cuore. Sentivo addirittura nelle vene, per la prima volta, l'arrivo di un Natale non facilmente dimenticabile. E pensare che un Natale così l'avevo solo lontanamente intravisto in uno dei miei splendidi film. E' cambiato tutto, io sono cambiata. Era ora. [!!] Ma la cosa fantastica è che non so neanche cosa significa essere in un equilibrio instabile, sempre in bilico con la consapevolezza di avere un'alta percentuale di cadere, sempre preoccupata di non sapere più ritornare in equilibrio, sempre turbata dal filo di nylon che poteva spezzarsi da un momento all'altro. Che cosa significa squilibrio? Non lo so. Che cosa significa equilibrio? Non lo so. Non conosco nè la parola squilibrio, nè la parola equlibrio. So solo che in questo stato mentale, fisico e sentimentale non mi ci trovo più stretta e tutto sembra sospeso, in una dimensione rosa, morbida e lucida. Urlo quanto sto bene, mi applaudono e mi dicono che è merito mio. Dio quanto sono soddisfatta. Dio? Io? IO IO IO IO.
11 Dicembre 2008
Sotto una trapunta verde, abbracciata stretta stretta a lui, chiudo gli occhi e ascolto il suo profumo. Siamo fusi in un amore totale. Lui sta già dormendo, io rifletto, penso. Respiri profondi e il suo battito nelle orecchie, poi uno sbadiglio potente. Il sonno c'è, ma la mente si diverte a rimanere sveglia, vigilante, attenta. Non avrei mai immaginato. Dopo aver ripetuto questa frase almeno 1477 volte mi rigiro nel letto osservando ora il pesciolino Nappy, che sguazza beato nel suo mare. Come me. Carini. Oddio, sto assumendo i suoi atteggiamenti: ripeto le sue frasi, muovo la bocca come fa lui, gesticolo come lui. Sarà l'amore? Bah, fatto sta che non mi era mai successo. Dio. Sono innamorata. Sul serio. Non notate che non sono più la zitella depressa? Non notate che non mi lamento più? Non notate che mi scordo persino di avere un diario in internet (questo!!)? Non notate che la testa non si trova neanche tra le nuvole, ma direttamente sulla Luna? Che bellezza. Eppoi. Sapete qual'è il bello? Che il mio cuore batte così potente (o prepotente?) da fare rumore, troppo rumore. E lo studio viene abbandonato, tralasciato. Me ne frego, altamente. Ho solo voglia di sentire il profumo di felicità. E si sente, mammamia è quasi nauseante.
Siete capaci a muovere la luna con un dito? Io si, è l'amore. Siete capaci a soffiare via il sole? Io si, è l'amore. Siete capaci a scivolare su un arcobaleno? Io si, è l'amore. Siete capaci a strappare le nuvole? Io si, è l'amore. Siete capaci a restare in equilibrio su un'onda? Io si, è l'amore. Siete capaci a brillare più di una stella? Io si, è l'amore.
Cavolo, potente l'amore.
Se conoscete qualcuno che ama più di me chiamatemi, lo sfido. Tanto vinco io, chiedetelo all'amore.
03 Dicembre 2008
Credo di avere paura di perdere la felicità che ho acquisito in questi ultimi tempi. E' tutto troppo affascinante e gustoso per essere abbandonato così. Va tutto alla perfezione, soprattutto la mia storia, che di perfezione ne sa qualcosa. Attimi fuggenti stracolmi di zucchero, sentimenti in grado di muovere il sole, lacrime dal sorriso perfetto, idee e sogni pieni di squisite melodie. Non sento più il peso di angoscianti giorni, soprattutto interminabili. Piuttosto cerco di godermi anche questi ultimi giorni da *liceale* dal momento che il prossimo anno la mia vita sarà completamente stravolta. Effettivamente non dovrei valutare la cosa sotto un pusto di vista negativo e tragico, però è più forte di me. Amo i cambiamenti, ma molte volte ne ho paura. Proprio qualche giorno fa, discutevo con uno dei miei migliori amici riguardo al prossimo anno. Bè. Tempo un minuto e la nostalgia, l'angoscia, la solitudine, la tristezza si sono amalgamate in un ammasso poco definito. Mai più le attese vacanze di Natale con il suo benedetto concerto di Natale (privo di canzoni di Natale!). Mai più le fughe al bagno con in mano una sigaretta da accendere. Mai più il gelo del giardino senza cappotto tra un' ora e l'altra. Mai più le risate rumorose nel laboratorio di arte. Mai più le prese in giro alle scarpe, la maglione, ai pantaloni, agli orecchini delle professoresse. Mai più le grida isteriche in assenza di un professore. Mai più la solita sigaretta a ricreazione (il più delle volte scroccata!). Mai più il conto alla rovescia per la fine della scuola. Mai più l'ansia prima di un compito in classe e le 6 ore di studio precedenti. Mai più il camposcuola e le sue cazzate. Mai più le nostre foto contro la legge sulla privacy ( ahahah ). Mai più i famosi esperimenti nel laboratorio di chimica. Mai più il gioco del gomitolo con il professore di religione. Mai più le battute esasperanti con la professoressa di italiano. Mai più le versioni di latino e i kg del vocabolario. Mai più i mozzichi furtivi al panino durante la lezione. Mai più i sonni durante la Divina Commedia. Mai più i *calcoli, calcoli, calcoli..* tanto famosi. Mai più le scritte sulle pareti. Mai più i termosifoni spenti a dicembre. Mai più le invettive contro il preside e la carboneria. Mai più le ore a leggere e sottolineare filosofia e storia. Mai più le interrogazioni programmate e le botte che ci davamo. Mai più i collettivi passati a cazzeggiare. Mai più le assemblee sempre pisciate alla grande. Mai più gli abbracci di Natale. Mai più la mia amata Ramona (!!!). Mai più le ore di buco e i compiti in classe spostati. Mai più i compiti di biologia e chimica rubati alla B. Mai più le vacanze estive trascorse a fare finta di leggere i libri.
E soprattutto.. mai più quella gioia di andare a scuola che è sempre mancata e che sicuramente rimpiangerò.
Sto crescendo, troppo in fretta.
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